Bene, vi ho avvertito. Se state continuando a leggere declino ogni responsabilità per coglioni a terra, palpebre calanti e quant’altro.
Ultimamente sto attraversando un periodo di introspezione piuttosto profonda. Risultato? Quello che vedo non mi piace mica molto…tutti noi ci costruiamo un’immagine, una maschera, un personaggio chiamatelo/a come volete ma il concetto è quello. Bene, anzi male. Il problema è che la mia di maschera è stata eccessivamente arrogante, strafottente e superficiale. Tutto per ricacciare indietro un fragilità di fondo che in 26 anni di vita è stata puntualmente fatta notare e rimarcata. Forse per mettere a tacere tutto e tutti mi sono costruito quel personaggio, degno del più infimo dei reality.
Come si alimenta il tutto? Basta attaccarsi spasmodicamente a frasi fatte, mostrarsi spavaldi e incuranti delle critiche. Basta dipendere dai beni materiali, quelli non parlano…
È necessario possedere un borsone di Louis Vuitton e ribattezzarlo pure Philouis Vuitton? Ma dai, fai ridere…

È indispensabile comprarsi l’edizione limitata di Confessions on a deancefloor in vinile rosa? Ma brutta checca impazzita…

Fatto sta che le cose stanno così. Potrei voler dire stavano, vedremo se ci si riesce.
Il problema è che non lo so se la smetto, ma un passo avanti è ammetterlo.
Filippo l’ingestibile avrebbe detto: “Sono questo e va bene così, fuck the rest”. Il problema è che nel rest devo vivere…
Per il momento mi limito a prendere coscienza e vedere cosa posso fare.
Sono abbastanza ingestibile così?
Ecco ci sto ricascando…
“Is there anyone outhere? Can anyone hear me? Are you listening to me?”
